IPIA Carlo Alberto Dalla Chiesa – Omegna (VB)
SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE
PROGETTO BIENNALE I.P.S.
(Istituti Professionali di Stato)
DIFFUSIONE DEI RISULTATI OTTENUTI
AL TERMINE DEL SECONDO ANNO DI SVOLGIMENTO
Nel luglio 2008 il settore Formazione Professionale dell’istituto Carlo Alberto Dalla Chiesa di Omegna, preso atto delle direttive regionali e provinciali in materia di obbligo d’istruzione e formazione (1), decideva di presentare alla Provincia domanda di finanziamento per un progetto mirante a migliorare l’offerta formativa nelle classi iniziali. Scopo dell’operazione doveva essere quello di ridurre l’elevato tasso di dispersione rilevabile nelle scuole professionali, in particolare durante gli anni iniziali. Da rilevazioni statistiche interne sui risultati dei precedenti anni scolastici, si ricavano infatti valori di insuccesso – leggasi bocciature – pari al 30% circa al primo anno e 14% al secondo.
Il progetto prevedeva una serie di azioni che, durante i primi due anni di corso, puntassero sullo ‘star bene a scuola’ e sulla motivazione allo studio, permettessero di dare sostegno ai molti allievi che regolarmente presentano, all’inizio degli studi superiori, gravi lacune nella preparazione di base. Si tenga conto che agli istituti professionali si iscrivono, in genere, ragazzi non particolarmente motivati e che quindi proprio, in tali scuole, quest’ultimo fenomeno è particolarmente accentuato.
Per l’applicazione iniziale del progetto era stata individuata l’unica classe prima dell’indirizzo Elettrico. Gli interventi previsti sarebbero stati svolti con il metodo della codocenza, facendo in modo che alcuni insegnanti della classe, opportunamente individuati e preparati, lavorassero contemporaneamente, potenziando a vicenda il metodo d’insegnamento. Ecco quindi i docenti di italiano e d’inglese lavorare parallelamente sui linguaggi tecnici di settore, con la collaborazione di colleghi delle materie tecniche. E ancora lo sviluppo di percorsi integrati con argomenti di storia e di diritto, di matematica con le applicazioni pratiche di informatica, di fisica e tecnica professionale con il lavoro nei laboratori e nelle officine della scuola. Particolarmente gradito agli studenti è stato il modulo integrato tra biologia ed educazione fisica, lavoro che ha permesso loro di esplorare i temi dell’educazione alimentare e che si è concluso, al primo anno, con l’elaborazione di una tesi collettiva presentata su supporto multimediale.
Tutto bene, quindi? Purtroppo no.
Già durante il primo anno scolastico la classe ‘cavia’ ha presentato gravi problemi disciplinari, numerose assenze dalle lezioni da parte di un gruppo di allievi, scarso interessamento allo studio e una diffusa superficialità. Quasi del tutto assenti le famiglie – che avrebbero dovuto invece rappresentare l’altra componente fondamentale del processo formativo - tanto che i docenti non hanno mai potuto incontrare buona parte dei genitori, nonostante le numerose convocazioni, sia collettive che individuali.
I risultati finali avevano visto otto ragazzi, sui sedici iscritti, non ammessi alla seconda classe e altri tre con sospensione del giudizio (un tempo si sarebbero detti ‘rimandati a settembre’). Positivi erano stati invece gli effetti ottenuti su quella parte della classe che aveva assunto un atteggiamento recettivo nei confronti delle proposte presentate.
Il consiglio di classe e il comitato scientifico che segue il progetto avevano ritenuto che il giudizio sul valore complessivo dell’operazione dovesse essere rimandato alla sua conclusione, trattandosi di un piano biennale. Anche i risultati numerici non potevano essere considerati particolarmente significativi, trattandosi di un’unica classe sulle sedici presenti e di 16 ragazzi su un totale di 230 iscritti all’istituto.
Al termine del secondo anno di corso - e a conclusione quindi del progetto – il precedente giudizio, sostanzialmente negativo, non può però che essere confermato.
Il gruppo classe, formato dagli 8 allievi già presenti dalla prima, è stato integrato con altri 11, in parte ripetenti e in parte provenienti da altre scuole. Questi ultimi quindi non hanno usufruito della prima annualità di progetto e sono stati proprio loro a creare i maggiori problemi, tanto dal punto di vista disciplinare che da quello dell’impegno. 4 studenti si sono ritirati dalle lezioni nel corso dell’anno e del gruppo rimanente solo 4 (26,7 %) sono stati ammessi alla classe successiva, 5 (33,3 %) hanno avuto una sospensione del giudizio e ben 6 (40 %) non sono stati ammessi.
I questionari di gradimento, sottoposti a fine anno tanto agli allievi che alle famiglie, hanno evidenziato come una scuola di questo tipo dovrebbe tendere a soddisfare primariamente l’esigenza di un percorso breve di formazione, rivolto allo studio di materie tecniche da svolgere soprattutto attraverso il lavoro nei laboratori e l’applicazione nei reparti di lavorazione. In sostanza viene bocciata l’impostazione generale di un sistema di istruzione professionale che nel corso degli ultimi due decenni – e ancor più con la riforma che andrà in attuazione a partire dal prossimo anno scolastico – tende a ‘liceizzare’ il metodo d’insegnamento senza tener conto della naturale tendenza di buona parte degli allievi a un apprendimento di tipo deduttivo e strettamente legato alle reali condizioni del mondo del lavoro.
Per i docenti coinvolti è risultato particolarmente gravoso l’impegno richiesto dalle procedure regionali a livello burocratico, tanto da avere, a loro giudizio, sottratto tempo eccessivo all’erogazione ‘diattica’ dell’intervento, e d’aver provocando in qualche caso una sorta di repulsione. Altro fattore negativo è stato individuato nella sostanziale ‘imposizione’ del lavoro a insegnanti che non hanno mai partecipato (voluto partecipare?) alla fase preparatoria e non ne hanno condiviso le impostazioni e la filosofia generale.
Inoltre il fallimento può, almeno in parte, essere imputato all’inesperienza del ‘sistema scuola’, che per la prima volta si è trovato a confrontarsi con il modo di lavorare della Formazione Professionale Regionale, modo di lavorare per certi versi molto diverso da quello normalmente utilizzato nelle scuole dello stato.
Omegna, 30 giugno 2010
Note
1 - Direttiva obbligo istruzione e formazione della Regione Piemonte, anni 2007/2009
Direttiva attività formative sperimentali finalizzate ad assolvere l’obbligo d’istruzione, qualificare adolescenti in uscita dal sistema scolastico, migliorare l’integrazione tra il sistema istruzione e formazione, anno formativo 2008/2009, della Provincia del Verbano Cusio Ossola
IL PROVVEDITORATO CONFERMA L'ATTRIBUZIONE DEL NUOVO CORSO SOCIO-SANITARIO
Ai Dirigenti scolastici del VCO
Al fine di non pregiudicare il regolare svolgimento delle attività
programmate di orientamento per gli alunni del terzo anno delle scuole
medie, si conferma che sono stati autorizzati e attivati tutti i nuovi
indirizzi di studio deliberati dalla Giunta regionale per il Piemonte n.
2-13450 del 5.3.2010 (ad eccezione del Liceo musicale) che di seguito si
trascrivono:
1) IIS "Dalla Chiesa" di Omegna - indirizzo "servizi socio-sanitari";
2) IIS "Cobianchi" di Verbania - Liceo Scienze Umane;
3) IIS "Cobianchi" di Verbania - Liceo Linguistico;
4) IIS "Maggia" di Stresa - Istituto Tecnico indirizzo "turismo";
5) IIS "Ferrini-Franzosini" di Verbania - Istituto Tecnico indirizzo "turismo";
6) IIS "Ferrini-Franzosini" di Verbania - Istituto Tecnico indirizzo "grafica e comunicazione";
7) IIS "Marconi-Galletti" di Domodossola - Istituto Tecnico indirizzo "chimica, materiali e biotecnologie" articolazione "biotecnologie
sanitarie";
8) IIS "Marconi-Galletti" di Domodossola - indirizzo "servizi socio-sanitari".
Il Reggente
f.to Dott.ssa Franca Giordano
Dopo un lungo tira e molla con l’Amministrazione regionale e il ministero dell’Istruzione, quando ormai sembrava persa ogni speranza, è stata confermata l’attribuzione all’istituto professionale di Omegna – o meglio, al nuovo IIS, istituto di istruzione superiore Carlo Alberto Dalla Chiesa – del nuovo corso per tecnici del settore Socio Sanitario.
Si tratta di un percorso quinquennale, chiesto già due anni or sono, per la formazione di personale che dovrà occuparsi professionalmente della gestione di comunità sociali – asili nido, strutture per anziani o per categorie svantaggiate, centri culturali e ricreativi – e dell’assistenza alle persone. Vi potranno accedere gli studenti in possesso del diploma di terza media e, al termine del percorso di formazione, gli allievi saranno pronti per inserirsi nel mondo del lavoro o per continuare gli studi in qualunque facoltà universitaria, ma con particolare attenzione ai corsi per infermieri professionali e per assistenti sociali.
Il personale interno si è subito messo all’opera per predisporre quanto necessario e per raccogliere le iscrizioni nel termine previsto del 26 marzo.
PORTE APERTE AL DALLA CHIESA
Sabato 13 marzo secondo open day per l’istituto professionale cittadino, tra le 15 e le 18 nelle due sedi del Forum e di Crusinallo.
Sarà un momento importante per tutti i ragazzi che frequentano la terza media e che, entro fine mese, dovranno scegliere a quale scuola superiore iscriversi per il prossimo anno scolastico. Momento particolarmente delicato, viste le numerose novità introdotte dalla riforma recentemente approvata dal governo.
Al Dalla Chiesa rimarranno, seppure in qualche modo riorganizzati, i tradizionali corsi per elettricisti, meccanici e addetti al settore abbigliamento e moda, articolati su percorsi di tre e cinque anni. E’ invece degli ultimi giorni la notizia – per altro ancora da verificare - secondo la quale, contrariamente a quanto segnalato in precedenza dalla provincia, non verrebbe avviato il nuovo corso per tecnici dei servizi socio – sanitari. Il contrordine sarebbe partito dagli uffici regionali in base a istruzioni ministeriali tendenti al risparmio economico.
Elezioni Rappresentanza Sindacale Unitaria RSU, gennaio 2010: i risultati
lista n. 1 "CISL" 3 voti
lista n. 2 "FLC CGIL" 31 voti
schede bianche 1
Secondo le disposizioni ARAN i risultati usciti dalle urne non consentono l'elezione della Rappresentanza Unitaria in quanto, per il meccanismo dell'attribuzione dei resti in regime di proporzionale puro, tutti e tre gli eletti spetterebbero alla lista n. 2 (FLC CGIL), ma contenendo questa due soli candidati viene invalidato l'intero processo.
DIFFUSIONE RISULTATI PROGETTO BIENNALE I.P.S. A TERMINE PRIMO ANNO
Nel luglio 2008 il settore Formazione Professionale dell’istituto Carlo Alberto Dalla Chiesa di Omegna, preso atto delle direttive regionali e provinciali in materia di obbligo d’istruzione e formazione (1), decideva di presentare alla Provincia domanda di finanziamento per un progetto mirante a migliorare l’offerta formativa nelle classi iniziali. Scopo dell’operazione doveva essere quello di ridurre l’elevato tasso di dispersione rilevabile nelle scuole professionali, in particolare durante gli anni iniziali. Da rilevazioni statistiche interne sui risultati dei precedenti anni scolastici, si ricavano infatti valori di insuccesso – leggasi bocciature – pari al 30% circa al primo anno e 14% al secondo.
Il progetto prevedeva una serie di azioni che, durante i primi due anni di corso, puntassero sullo ‘star bene a scuola’ e sulla motivazione allo studio, permettessero di dare sostegno ai molti allievi che regolarmente presentano, all’inizio degli studi superiori, gravi lacune nella preparazione di base. Si tenga conto che agli istituti professionali si iscrivono, in genere, ragazzi non particolarmente motivati e che quindi proprio, in tali scuole, quest’ultimo fenomeno è particolarmente accentuato.
Per l’applicazione iniziale del progetto era stata individuata l’unica classe prima dell’indirizzo Elettrico. Gli interventi previsti sarebbero stati svolti con il metodo della codocenza, facendo in modo che alcuni insegnanti della classe, opportunamente individuati e preparati, lavorassero contemporaneamente, potenziando a vicenda il metodo d’insegnamento. Ecco quindi i docenti di italiano e d’inglese lavorare parallelamente sui linguaggi tecnici di settore, con la collaborazione di colleghi delle materie tecniche. E ancora lo sviluppo di percorsi integrati con argomenti di storia e di diritto, di matematica con le applicazioni pratiche di informatica, di fisica e tecnica professionale con il lavoro nei laboratori e nelle officine della scuola. Particolarmente gradito agli studenti è stato il modulo integrato tra biologia ed educazione fisica, lavoro che ha permesso loro di esplorare i temi dell’educazione alimentare e che si è concluso con l’elaborazione di una tesi collettiva presentata con supporto multimediale.
Tutto bene, quindi? Purtroppo no.
Già durante l’anno scolastico la classe ‘cavia’ ha presentato gravi problemi disciplinari, numerose assenze dalle lezioni da parte di un gruppo di allievi, scarso interessamento allo studio e una diffusa superficialità. Quasi del tutto assenti le famiglie – che dovrebbero invece rappresentare l’altra componente fondamentale del processo formativo - tanto che i docenti non hanno mai potuto incontrare buona parte dei genitori, nonostante le numerose convocazioni, sia collettive che individuali.
I risultati finali vedono otto ragazzi, sui sedici iscritti, non ammessi alla seconda classe e altri tre con sospensione del giudizio ( un tempo si sarebbero detti ‘rimandati a settembre’). Positivi sono invece gli effetti ottenuti su quella parte della classe che ha assunto un atteggiamento recettivo nei confronti delle proposte presentate.
Il consiglio di classe e il comitato scientifico che segue il progetto ritengono che, in ogni caso, il giudizio sul valore complessivo dell’operazione debba essere rimandato alla sua conclusione, trattandosi di un piano biennale. Anche i risultati numerici non posso essere considerati particolarmente significativi, trattandosi di un’unica classe sulle sedici presenti e di 16 ragazzi su un totale di 230 iscritti all’istituto.
Omegna, 7 luglio 2009
Note
1 - Direttiva obbligo istruzione e formazione della Regione Piemonte, anni 2007/2009
Direttiva attività formative sperimentali finalizzate ad assolvere l’obbligo d’istruzione, qualificare adolescenti in uscita dal sistema scolastico, migliorare l’integrazione tra il sistema istruzione e formazione, anno formativo 2008/2009, della Provincia del Verbano Cusio Ossola



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